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Search results “Confraternita di giuda iscariota”
confraternita di Maria Ss. Addolorata ai Cassari
 
10:08
arresto di Gesu'!!! ingresso di Maria e pentimento di Giuda
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Giuda tra politica e teologia
 
54:55
Domenica 6 marzo, all’Auditorium dei Poveri, si è tenuto un incontro culturale promosso dalla Confraternita di Misericordia e dedicato alla figura dell’apostolo Giuda. A guidare i lavori, come di consueto, il prof. Massimo Casciani e la prof.ssa Ileana Tozzi. Casciani ha introdotto l’enigmatica figura di Giuda con una panoramica delle interpretazioni che si sono succedute nel corso dei secoli. Quelle artistiche (da Dante a Vecchioni) ma soprattutto quelle filosofiche e teologiche. La canonica teoria del traditore non convince molti degli studio. Secondo alcuni filosofi Giuda non sarebbe stato libero quindi non era un traditore vero e proprio per cui soffrirebbe per l’eternità ingiustamente. Per i teologi invece il suo intervento non sarebbe stato indispensabile. Se i vangeli sinottici condannano unanimemente l’Iscariota c’è un vangelo apocrifo, il Vangelo di Giuda appunto, che ne sottolinea il ruolo definendo il suo tradimento come un atto di obbedienza. Negli studiosi moderni, da Ratzinger ad Augias, prevale la pista per così dire “politica”. Giuda, come altri seguaci di Gesù, è deluso dal Maestro poiché si aspettava un maggior impatto politico-sociale delle sue azioni e un contrasto più deciso verso Romani e sacerdoti. Il tradimento sarebbe stato un tentativo di provocare una tale reazione. La professoressa Tozzi ha invece sottolineato come nell’arte l’interpretazione classica sia quella maggiormente rappresentata. Giuda è facilmente riconoscibile nel cenacolo, ad esempio, stando accanto a Gesù con la mano verso il piatto. Anche i colori dei suoi abiti (giallo e rosso) sono quelli che all’epoca dei fatti caratterizzavano i malfattori. Poi la scena del bacio, pensiamo a Caravaggio e ai fiamminghi, ne illustra perfettamente la doppiezza. Il tema del doppio ricorre anche nelle raffigurazioni popolaresche dove il corpo impiccato e dilaniato dell’iscariota presenta gli organi raddoppiati. Per finire viene descritto il caso di un paramento sacerdotale di lana, conservato nella Pinacoteca Diocesana di Rieti, che rappresenta Giuda sconcertato dopo aver preso i denari dai sacerdoti. Un altro particolare che lo rende interessante è la sua realizzazione nelle fiandre al telaio, cosa che rende ancora più impressionante il livello di dettaglio della scena rappresentata. In conclusione durante l’incontro è emersa chiaramente la complessità di una figura centrale dei vangeli, che acquista un significato del tutto diverso se si tengono in considerazione le condizioni storiche e politiche in cui si svolsero i fatti. Si coglie inoltre tutta l’umanità e la fragilità di questo personaggio, che drammaticamente in un modo o nell’altro ci assomiglia molto.
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Il tradimento di giuda
 
18:59
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Sangue ed acqua
 
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I due ladroni
 
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L'albero di Giuda ..
 
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Se Giuda si impiccó ad un albero per aver tradito Gesù cosa dovrebbe fare la Chiesa per aver TRADITO Dio torturando mutilando uccidendo e bruciando vivi decine di migliaia di cristiani per 5 secoli?
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la dannazione di Giuda
 
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frames da la "VIA CRUCIS" - Calascibetta (En) 17 Aprile 2011 /immagini amatoriali/ Giuda Iscariota interpr. Gianni Folisi
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2° e 3° stazione il tradimento di giuda e l'arresto di Gesù 3/11
 
07:51
Via crucis della carità rappresentata a Castel Madama presso la Chiesa di San Michele Arcangelo il 26 marzo 2010. E' un momento di preghiera un po' diverso dal solito, utile per riflettere. Si chiama "della carità" perchè i partecipanti sono stati invitati a digiunare e devolvere il costo della cena per il progetto "Pacora 2010" per le donazioni a distanza dei bambini colombiani
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Giuda - Dannato per l`eternita`.mp4
 
04:21
Tratto dello Spettacolo del 2004 - Jesus God e Friend con le canzoni cantate in ITALIANO e suonate dal VIVO. Qui Giuda tradisce Jesus... Venite a trovarci su www.compagniadelborgo.it
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Preparazione Quaresimale dei Misteri di Bitritto-Bari 14 febbraio 2018
 
01:15:06
Ph. MUZIO CILIBERTI. I riti della settimana santa in puglia sono qualcosa di eccezionale nel barese vivono molte processioni della settimana santa ricordiamo Ceglie del campo, Valenzano, Carbonara, Triggiano, Palese, Bitritto le cui anno parte integrante misteri di famiglie e non di chiese e confraternite. Le stesse famiglie conservano i misteri nelle abitazioni nei soggiorni nei box nelle cucine è diventano parte integrante della famiglia. Lo si fa come patto di fede nel mistero che si conserva diventa un modo che crea un legame eterno con la fede in cristo.
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Passione Vivente 2010 - Il pentimento di Giuda - Furnari (ME)
 
03:45
Direttamente da Hollywood, la performance dell'artista Pasquale Belardo nel personaggio di Giuda Iscariota. Il pentimento di Giuda dopo aver "venduto" Gesù per 30 denari - via Teatro, Furnari, 2 aprile 2010.
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GIUDA
 
02:32
Cefalà diana rapresentazione teatrale il riscatto di adamo
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Carbonara di Bari La Veronica asciuga il Volto di Gesù Cristo Settimana Santa 2018
 
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Famiglia Abbrescia realizzato nel 2010 dal maestro leccese salentino Santino Merico Carbonara di Bari Settimana Santa 2018
DOMENICA DELLE PALME A LONGI.
 
03:34
Parte finale della processione dei dodici apostoli, durante la domenica delle palme del 28 marzo 2010. In particolare viene ripreso il tradimento di Giuda nei confronti di Gesù, all'interno del tempio (CHIESA MADRE).
Passio Agira 2011 - Sacra rappresentazione della Passione di Gesù
 
39:45
Ad Agira, in occasione della domenica delle Palme, con l'organizzazione della parrocchia Abbazia e la sapiente direzione artistica del professore Giovanni Sammartino, suo ideatore e promotore, è stata rappresentata la decima edizione della Passione di Cristo. Francesco Ricca ( Gesù) con bravura e toccante trasporto partecipativo, ha fatto rivivere al numeroso pubblico di devoti presenti i momenti più significativi della passione e morte in croce di Gesù il nazareno. La sacra rappresentazione ha avuto inizio con l'incontro con il cieco nato ( Gaetano Lupo), avvenuto nei pressi del chiosco, ed è proseguita con quello con la donna adultera ( Maria Terranova) all'ingresso della Villa Comunale. La scena con i bambini, simbolo di purezza e quale inno alla vita, ha ravvivato magicamente l'atmosfera di dolore e di morte. All'interno della Chiesa Abbazia, preparata con finezza artistica dalle donne del Centro Italiano Femminile di Santina presieduto da Santina Spalletta, si è svolta la scena dell'ultima cena con il rito della lavanda dei piedi, a simboleggiare lo spirito di servizio degli apostoli, e quello della spartizione del pane e del vino, quale immagine vivente del corpo e del sangue di Gesù, che richiama il pane azzimo della Pasqua di passione degli Ebrei. E' questo il momento in cui Gesù trasmette ai dodici apostoli il messaggio dell'amore, da cui il mondo capirà chi sono i suoi discepoli; che preannuncia a Pietro ( Umberto Galtieri), prima che il gallo canti tre volte, il suo triplice rinnegamento e che invita Giuda (Santo Cardaci) a fare in fretta il tradimento "ciò che deve fare". Nella Villa Comunale, scelta per rappresentare l'Orto degli ulivi, Gesù rivive per tre volte la passione di allontanare da sé il calice amaro della morte. E' il luogo in cui invita gli apostoli a pregare e vegliare per non cadere in tentazione e del bacio del tradimento di Giuda. Dopo che il Sinedrio ebraico e il massimo sacerdote Caifa (Danilo Alleruzzo) ne hanno decretato la condanna a morte per aver bestemmiato di essere il figlio di Dio, nel suggestivo sagrato della Chiesa Abbazia, alla presenza del governatore romano Ponzio Pilato ( Antonino Vinciprova) che, pur avendone riconosciuta l'innocenza, se ne lava le mani, dal popolo viene condannato a morte al posto di Barabba. Inizia la via crucis, con la croce portata da Gesù e dai due ladroni. Durante il tragitto, che da Via Vittorio Emanuele a Largo Fiera si conclude in Via Collegio, avviene l'incontro con la Veronica (Lucia Gloria), che asciuga il volto di Gesù, e con Simone Il Cireneo ( Gaetano Lupo), che, pur povero, si carica della sua croce. Arrivati al Calvario-Golgota ( uogo del cranio), si svolge la scena finale della crocifissione, con il messaggio di Gesù d'aver compiuto la sua missione terrena mediante la consegna del suo Spirito nelle mani del Padre Celeste. Qui accade il suggestivo momento dell'affidamento di Giovanni alla madre Maria (Alessandra Costa) per simboleggiare l'umanità (Giovanni) che si affida alla Chiesa (la Madonna). Costumi e scenografia sono stati di Rita D'Agostino, mentre Giovanni Bonvegna è stato l'operatore-factotum della messa in scena della crocefissone.
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Lunedì Santo. Commento catechetico
 
48:52
"SPRECARE" LA VITA PER CRISTO CHE HA "SPRECATO" LA SUA PER NOI “Sei giorni prima della Pasqua”, ovvero sulla soglia di questa Settimana Santa, unica, diversa da tutte le altre, la Chiesa ci pone dinanzi una casa e tre figure. A Betania (casa dei poveri) la casa di Lazzaro (Dio aiuta), risuscitato dai morti; Maria (amata da Dio), che ha conosciuto e scelto la parte buona della vita; Giuda, intelligente e avaro, ladro, prigioniero di se stesso e dei suoi averi, materiali e intellettuali; e Gesù, oggetto di discussioni, al centro di scelte decisive per la vita o per la morte. Entriamo in un tempo speciale, la nostra vita può cambiare davvero. Per questo, Gesù scende oggi a casa nostra, suoi amici, poveri Lazzaro resuscitati dal suo amore infinito, per cercare il fondo del nostro cuore e liberarci; ma non lo può fare se prima non illumina senza sconti le nostre schiavitù. Per fare Pasqua, ogni ebreo doveva e deve innanzi tutto cercare “hametz” il lievito vecchio e farlo sparire, come scriveva San Paolo: “Celebriamo la festa non con il lievito vecchio né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità”. Il termine “hametz” è usato per designare il pane fatto con il lievito (quello che si mangia abitualmente), in opposizione a “matzah”, il pane non fermentato o pane azzimo. Perché si proibisce il pane fermentato? Perché il lievito cambia il carattere naturale dell’oblazione, o la profana, e tutte le offerte che si facevano nel Tempio di Gerusalemme dovevano essere assolutamente pure; ciò che è fermentato era considerato impuro, poiché risultava acido e “hametz” significa anche “acido”. Dicevano i cabalisti che, come la pasta si gonfia di aria e cresce e prende il sapore acido del fermento, anche l’uomo si gonfia di vuota vanità e adotta l’atteggiamento acido dello sciocco. Più appetitoso e gradevole della "matzah", "hametz" rappresenta l’istinto cattivo. Il lievito stabilisce una continuità tra il pane di oggi e quello di ieri, perché il lievito naturale è preso dalla pasta fermentata del giorno precedente. Il pane azzimo invece segna un nuovo inizio! Per questo Gesù desidera passare gli ultimi giorni della sua vita a casa dei suoi amici, immagine della Chiesa: per prepararli a qualcosa di nuovo e sorprendente li illumina con la sua Parola, che penetra sino alle zone più profonde dell’uomo per scovarne i più piccoli frammenti di “hametz”, il lievito del pane (la vita) che mangia abitualmente l’uomo vecchio, il pane di Giuda; esso è lievitato dalla sua arroganza, dalla sua intelligenza legata indissolubilmente all’avarizia, che lo porta a essere ladro; dal suo credere di capire sempre tutto e di avere per tutto la soluzione ideale. E l’avarizia insaziabile che, diceva San Paolo, è pura idolatria, si trasforma in furto. Un avaro è sempre un ladro: ruba le cose dell'altro, la sua dignità perché se ne vuole appropriare per offrirlo a se stesso e saziare i suoi desideri. Giuda era avaro, vuoto di vanità e acido di mormorazioni e giudizi, che se ne infischia di chiunque gli sia accanto, pur ostentando un’apparente interesse filantropico per poveri e bisognosi. Giuda che non sopporta lo spreco perché lui "ha capito bene per che cosa vale la pena vivere, e spendere i soldi". Ha capito che l’unico che davvero importa è il proprio io e il proprio stomaco, e tutto il resto è spreco: tempo sprecato, denaro sprecato, affetto sprecato. Non c’è anche in noi lo stesso lievito di Giuda che lo ha spinto a tradire Gesù? Visto che, comunque, gli altri non ci capiscono, e non ci contraccambiano come vorremmo, non pensiamo forse anche noi che consegnare la vita a Gesù, e con Lui donarla agli altri, sia “sprecarla”? Non finiamo con il tradirlo quando chiudiamo in faccia agli altri la porta del nostro egoismo e della nostra avarizia ipocrita, che sembra orientata al bene mentre è solo paura e mancanza di fede? Non rubiamo anche noi la vita e la dignità degli altri? Ma oggi Gesù scende proprio lì, per guarirci e liberarci, per donarci il cuore di Maria. E’ lei l’immagine della nostra vocazione, un profumo sparso per Cristo: sì, sei nato per “sprecare” tutta la tua vita per Cristo, e se non lo fai sarai sempre infelice. Lui lo ha fatto per noi: ha sprecato sino all’ultima goccia la sua vita per salvarci! Nei paralleli sinottici Gesù loda il gesto di Maria dicendo che ha fatto un’opera "bella". Ecco, la nostra vita ci è data per essere un’opera bella, la bellezza che Dio aveva visto nella creazione, riflesso del suo volto e del suo cuore. La nostra vita allora è destinata a diventare un riflesso della "bellezza che salverà il mondo", quella che risplende sul volto di Gesù. Nella sua bellezza sprecata per amore, possiamo sprecare la nostra vita, assaporando la libertà che ci strappa al lievito vecchio.
La Passione di Cristo
 
09:52
MUSSOMELI - Superlativi e straordinari. Si sprecano gli aggettivi per definire le performance dei 130, tra attori e comparse, che sabato e giovedì sera hanno portato in scena gli ultimi momenti della vita di Gesù. "La passione di Cristo", curata dall'associazione Simposyum con la collaborazione di Pro Loco, Filati Pregiati, Area 51 e Castello Incantato, è stata per davvero un trionfo. Belle le scene sabato sera dell'Ultima cena nel cortile interno di Santa Maria, della cattura di Gesù all'Annivina o del processo dinanzi i sommi sacerdoti in piazza del Popolo. Hanno mozzato il fiato giovedì sera le scene crude e reali, soprattutto quelle relative alla via crucis e alla crocifissione. Salvatore Giardina, l'attore che ha impersonato Cristo, ha portato sulle spalle una pesante croce in un tragitto lungo che si è snodato per le vie del centro storico. Poi il momento della crocifissione, all'interno del Gòlgota realizzato sotto la cura dello scenografo Seby Lo Conte in via Tripoli. Appassionante la morte di Gesù in croce e dei due ladroni a fianco (Massimo Giardina e Giuseppe Difrancesco); toccanti le lacrime delle pie donne, (straordinarie Lina Pellitteri, che ha dato il volto a Maria, e Vania Favata, che ha portato in scena il complesso personaggio della Maddalena) sorrette sotto la croce da Vincenzo Bortolotto, l'apostolo Giovanni; shoccante l'impiccagione di Giuda, (Salvatore Siino); emozionante la resurrezione. Tra le scene difficili da dimenticare, oltre alle "tre cadute", la conversione del cattivissimo soldato Abenader (Giuseppe Langela), e il processo dinanzi Pilato (Pasquale Morreale). "E' il successo di tutti, nessuno escluso". Raggiante il regista, il nisseno Sergio Forzato. Il testo messo in scena era il suo, e lui ha diretto con fatica un cast imponente nei numeri e composto da nessun attore protagonista. Ma tutti sono stati all'altezza di commuovere e sbalordire un pubblico che è rimasto a lungo, nonostante il freddo pungente, in strada per assaporare ogni istante di una manifestazione religiosa, oltre che di una bellissima lezione di teatro.
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Settimana Santa Valenzano (Ba) 2016
 
04:06
Alcuni istanti dei riti della Settimana Santa di Valenzano (Ba)
Via Crucis Vivente
 
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Via Crucis Vivente anno 2007, Parrocchia Santa Maria di Casarlano a Sorrento.
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GESU' di NAZARETH  - Compagnia Down Theatre
 
02:04
"La storia di un uomo che ha cambiato la storia" scritto e diretto da M.Maurizia Ronchi musiche originali di Alessandro Luchi Più di un musical, più di una storia: uno squarcio nuovo e potente sull'inquietudine dell'uomo" Gesù: Federico Romei Giuseppe: Tommaso Parenti Caifa: Stefano Naldoni Pietro: Simone Raggi, Erode il grande: Diego Marchi Pilato: Giulio Meoni, Giovanni Battista/ Giuda: Marco Raimondi Zera, : Francesco lambardi, Tentatore: Alessandro Sanesi Nicodemo: Iacopo Cupelli Indemoniato: Nicola De Rosa, Giovanni, Martino Pozzi, Cieco: Marco Sabatini Maria: Benedetta Niccolai, Maddalena: Caterina Altieri, Erodiade: Chiara Barcaroli Moglie di Pilato: Sara Breschi, TRAMA: Intorno all'anno zero, in Giudea, il re Erode il Grande apprende che sarebbe imminente la nascita di un nuovo re. Questo basta a scatenare la sua furia e ad ordinare una strage per scongiurare il pericolo. Intanto a Nazareth Maria, promessa sposa a Giuseppe, ha grandi difficoltà a spiegare al fidanzato perché sia in attesa di un figlio non di lui. Eppure il bimbo nasce, Giuseppe resta accanto a Maria, la cosiddetta strage degli innocenti ordinata da erode non riesce a colpire il piccolo Gesù, che sopravvive e cresce nell'anonimato. Intorno ai trenta anni inizia la sua vita pubblica. L'annuncio di un nuovo regno, le guarigioni, gli esorcismi, ... molti lo seguono affascinati. Ma la situazione politica in Giudea è precaria, il rischio di una rivolta sempre più vicino, i farisei non tollerano la predicazione di Gesù che mina il loro potere basato sulla legge. Pochi giorni prima dello Shabbath, il Sinedrio trova, attraverso Giuda, un modo per arrestare Gesù, senza suscitare scalpore. UNA REGIA PLASTICA Maurizia Ronchi, ha dato vita ad un altrove, dove gli attori tutti sempre in scena, si animano ricreando eventi e situazioni. Una dimensione plastica dei personaggi fa da scenografia vivente, i personaggi nascono e muoiono tornando ad essere parte della scenografia. Nessuna retorica, solo una emozionante presentazione dei fatti. LA MUSICA 2 VOLTE ORIGINALE Innovativi ed emozionanti, convincenti e potenti, i 6 brani musicali, sono due volte originali. (Originali perché scritti per lo spettacolo e originali perché creano un tessuto musicale coinvolgente e innovativo strettamente connesso all'azione drammatica e per questo particolarmente convincente). Alcuni sono stati scritti in una divertente e fruttuosa collaborazione fra gli attori, la regista e il compositore, in delle serate di sperimentazione in cui la musica è nata quasi da sola, alimentata dalle parole del testo, dalle intuizioni di Alessandro Luchi e dagli eventi rappresentati. La sapiente cura di Luchi ha dato poi fascino e concretezza al tessuto musicale, vero fiore all’occhiello del lavoro. Sapientemente integrati nella struttura drammatica uniscono un nuovo linguaggio musicale alla verità della recitazione.
[BRICIOLE#8] FORSE IO? - Mercoledì della Settimana Santa
 
03:19
Commento alle letture del mercoledì della Settimana Santa Is 50,4-9; Sal 68; Mt 26,14-25 --- Prima lettura Is 50,4-9 Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Terzo canto del Servo del Signore) Dal libro del profeta Isaìa Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. È vicino chi mi rende giustizia: chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole? Salmo responsoriale Sal 68 O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi. Per te io sopporto l’insulto e la vergogna mi copre la faccia; sono diventato un estraneo ai miei fratelli, uno straniero per i figli di mia madre. Perché mi divora lo zelo per la tua casa, gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. Mi sento venir meno. Mi aspettavo compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati. Mi hanno messo veleno nel cibo e quando avevo sete mi hanno dato aceto. Loderò il nome di Dio con un canto, lo magnificherò con un ringraziamento, Vedano i poveri e si rallegrino; voi che cercate Dio, fatevi coraggio, perché il Signore ascolta i miseri e non disprezza i suoi che sono prigionieri. Vangelo Mt 26,14-25 Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! + Dal Vangelo secondo Matteo In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto». --- BRICIOLE DI PAROLA è il commento alle letture del giorno del Centro Aletti. La cananea del Vangelo ci insegna che bastano le briciole per saziarci. Ogni martedì e mercoledì, o eccezionalmente in altri giorni, una parola e un brevissimo commento audio alle letture del giorno sulle immagini delle opere del Centro Aletti. La guida: Fra Roberto Pasolini, frate minore cappuccino, biblista, che ha frequentato l’Atelier di Teologia del Centro Aletti nel 2016-2017 Musiche di Renata Russo Briciole di Parola si aggiunge al Vangelo festivo commentato da p. Marko I. Rupnik. Pubblicato: 12 aprile 2017
Carbonara di Bari, processione del Venerdì Santo
 
02:12
28 i sacri misteri che hanno attraversato le vie del quartiere a Sud di Bari
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MISSA IN COENA DOMINI - GIOVEDI SANTO - ANNO B
 
12:06
Prima Lettura Prescrizioni per la cena pasquale. Dal libro dell'Èsodo Es 12,1-8.11-14 In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d'Egitto: «Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta la comunità d'Israele e dite: "Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l'agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne. Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po' del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull'architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore! In quella notte io passerò per la terra d'Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d'Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell'Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d'Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne"». Parola di Dio Salmo Responsoriale Dal Sal 115 R. Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza. Che cosa renderò al Signore, per tutti i benefici che mi ha fatto? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. R. Agli occhi del Signore è preziosa la morte dei suoi fedeli. Io sono tuo servo, figlio della tua schiava: tu hai spezzato le mie catene. R. A te offrirò un sacrificio di ringraziamento e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore davanti a tutto il suo popolo. R. Seconda Lettura Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice,voi annunciate la morte del Signore. Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 11,23–26 Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga. Parola di Dio Acclamazione al Vangelo Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore! Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. (Cfr. Gv 13,34) Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore! Vangelo Li amò sino alla fine. Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,1-15 Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi». Parola del Signore
Venerdì Santo 25 Marzo 2016 E subito ne uscì sangue e acqua
 
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Vangelo del Giorno 25 Marzo 2016 E subito ne uscì sangue e acqua Gv 18,1-19,42 A cura di don Gaspare Tortorici Testo di Mons. Costantino Di Bruno Audio del Movimento Apostolico
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GHIACCIO VIA UGO FOSCOLO CARBONARA DI BARI 08012017
 
00:16
GHIACCIO VIA UGO FOSCOLO CARBONARA DI BARI 08012017